sabato 13 febbraio 2016

San Faustino





“Bene signor Cullen, le vostre ordinazioni arrivano subito.”.
“Perfetto.”, mentre il cameriere si allontana arriva il sommelier con il vino scelto e mi versa l'assaggio. Lo faccio respirare un po', roteo il bicchiere per poi annusarne il contenuto e infine ne prendo un sorso per degustarlo.
“Può versarlo.”.
“Sì, signor Cullen.”, dopo di che anche lui ci lascia soli.
“Oh Edward, mi hai portato nel mio ristorante preferito.” cinguetta la mia ospite.
“Sempre il meglio per noi.”.
“È un vero peccato non poter stare insieme stasera.”, si allunga verso di me prendendomi la mano.
“Mi dispiace Irina, ma ho un impegno inderogabile. Ma vedrai che anche il nostro pranzo sarà piacevole.” le dico baciandole la mano mentre lei sorride timidamente.
“Per questo siamo nella saletta privata?”.
“Esattamente.” la mia mano va al suo interno coscia per risalire verso l'intimità mentre le lascio un bacio leggero sulle labbra.
“Mi scusi signor Cullen, c'è una consegna per la signorina.”, ci interrompe il maitre.
“Sì, l'attendevo.”.
“Bene, faccio passare il ragazzo allora.”.

Dopo pochi istanti, entra un cesto di fiori che viene appoggiato a terra davanti ad Irina che rimane letteralmente a bocca aperta. Dopo aver dato la mancia al ragazzo ci lasciano di nuovo soli.

“Oh Edward, sono bellissimi. Non ho mai ricevuto niente di simile.” effettivamente è un gran bel cesto, devo dire alla mia segretaria Angela di non esagerare in queste cose. In fondo non è mica la mia donna.
“Lieto che ti piacciano.”.
“Piacermi? Sono meravigliosi. E c'è un biglietto.” le sorrido mentre lo apre ed inizia a leggerlo.

Lentamente vedo il suo sorriso scomparire e lasciare il posto a delle labbra tirate e una fronte aggrottata.

“Tutto bene? C'è qualcosa che non va?”.
“No, no... va tutto bene a parte...”
“A parte?”.
“Chi cazzo è Tanya.” urla alzandosi dalla sedia, non faccio in tempo a rispondere che si scatena un putiferio comprensivo di fiori e piatti lanciati verso di me.“Te lo dico io chi è Tanya, è la troia che ti devi scopare stasera... Il tuo impegno inderogabile... Io sono la scopata del pranzo e la troia quella della sera.”.
“Ci deve essere un errore!”, cerco di spiegarmi evitando gli oggetti che volano verso di me.
“Nessun errore del cazzo. Io e te non siamo mai stati fuori per il week end... a cui fai riferimento nel biglietto. Porco. Sei un porco. Quante te ne sbatti al giorno? Hai anche quella della colazione?”.
“Ricomponiti Irina.”.
“Ricomponiti? Tu dici a me di ricompormi? Non ho parole... e io che credevo che la nostra storia stava crescendo, soprattutto dopo il tuo invito a pranzo di oggi. Cazzo. È San Valentino!”.
“Non ti ho mai fatto credere che la nostra fosse una storia d'amore.”.
“Oh lo so. Ma io sono una donna, ho il diritto di sperare e oggi è San Valentino!” risponde mentre s'infila il cappotto, “Addio Edward e buona serat... scopata!”, quando la porta sbatte alle sue spalle la quiete torna nella saletta, per poco:

“Signor Cullen, che succede.”
“Niente Frank, divergenza di opinioni.”.
“Mi dispiace signore.”.
“Tranquillo, se non era oggi sarebbe stato domani. Devo andare, metti tutto sul mio conto, anche i piatti rotti. Devo risolvere una questione urgente.”
“Non si preoccupi, signor Cullen. Ci vediamo stasera?”.
“Sì, lo spero.”.

Una volta lasciato il ristorante, dico all'autista di portarmi immediatamente alla Cullen Investments, ovviamente è lì che si trova il fioraio da cui mi servo.
Quando arrivo entro come una furia nel negozio:

“Chi è che comanda qua?”.
“Io. Buongiorno, Signor Cullen.” mi risponde una... una... dio ma che cos'è? Mi si presenta davanti una specie di ragazza in jeans e maglietta, entrambi strappati, capelli arruffati in un chignon fermato da un gambo di non so quale fiore visto che il fiore non c'è. E mi conosce, come fa a conoscermi? Ah già.
“Il mio giorno non è più un buongiorno grazie a lei!” vedo che increspa le sopracciglia.
“Cosa... “
“Ha sbagliato l'ordine!”.
“No...”
“E invece sì!”.
“Se mi lascia spieg...”
“Non c'è niente da spiegare.”.
“L'ordine era...”
“Il fottuto cazzo di biglietto della cena è stato consegnato a pranzo!”.
“Le dico...”
“Le dico che è così. Mi ha mandato a monte il pranzo e la...” mi schiarisco la voce e mi fermo in tempo, “Stasera consegnerà lei personalmente l'altro ordine.”.
“Non credo...”
“Io credo proprio di sì.”.
“Ho un impegno...”
“Prima mi consegna i fiori, poi può andare al suo impegno.”.
“Ma...”
“Ma... le devo ricordare di chi sono le mura del negozio?”.
“No.”.
“Bene, ora mi dia un biglietto da mettere nel cesto. A proposito, mi sembrano eccessivi. Per i prossimi ordini faccia delle cose più semplici.”.
“Seguo le direttive.”.
“Gliene sto dando di nuove!”. Finisco di scrivere, “Non le sembra il caso di vestirsi più adeguatamente visto il palazzo in cui lavora?”, strabuzza gli occhi e sta per aprire la bocca ma non le do modo “Stasera. Alle 20:00 precise.” e consegnandole il bigliettino me ne vado lasciando lei a bocca aperta e me con un pensiero in mente “Che tipa bislacca.”.

Ho raggiunto Tanya al ristorante, nella solita saletta privata e già ho la testa piena delle sue chiacchiere, inutili chiacchiere, ora mi ricordo perché l'avevo lasciata per la cena: a pranzo mi avrebbe fatto esplodere un mal di testa che mi avrebbe impedito di lavorare.
Fingo interesse buttando l'occhio all'orologio, spesso e volentieri, se la bislacca non si presenta... il bussare alla porta interrompe il mio pensiero:

“Signor Cullen, una consegna per...” faccio cenno di far entrare.

Una splendida donna entra nella stanza: fisico asciutto ma formoso nei punti giusti, coperto da un vestito nero che le fascia la parte superiore del corpo mettendo in evidenza il seno, nella parte inferiore un insieme di tulle le gonfia la gonna che lascia buona parte delle gambe scoperte, slanciate da un bel tacco. Non so se è la stoffa o c'è qualcosa applicato sul vestito ma luccica. È... luminosa. La sua carnagione chiara spicca su quel nero, un viso perfetto incorniciato da lunghi capelli mogano, raccolti da un lato che le lasciano scoperto parte del collo esile, occhi color cioccolato.
Deponendo il cesto a terra:

“Buonasera, questo è un omaggio per lei signorina da parte del signor Cullen.”.
“Ma è meraviglioso.”.
“Vi auguro una buona serata e un buon San Valentino.” dicendo così esce dalla stanza ma le sono subito dietro e la fermo per un braccio:
“Un momento, non così in fretta. Avevo espressamente richiesto che fosse la proprietaria a fare la consegna.”
“Infatti, eccomi.”, la scruto dalla testa ai piedi e noto una somiglianza lontana con la bislacca di questa mattina.
“Non l'ave...”
“Non mi ha riconosciuta? Forse perché stamane era troppo impegnato a sbraitare per mettere a fuoco chi aveva davanti.”, nel rispondermi si svincola dalla mia presa e indossa il cappotto.
“Stamat...”
“Sicuramente non ero in piena forma, ho avuto una nottata difficile e un risveglio peggiore. Ma questi non sono affari suoi. Lo so benissimo dove lavoro, nel supermega palazzo della Cullen Investments, una delle aziende più importanti del paese, ma questo non le da il diritto di dirmi come mi devo vestire o altro. Sono una professionista tanto quanto lei a prescindere dal tipo di lavoro.”.
“Mi disp...”
“Non ho commesso nessuno sbaglio, la dettatura dei biglietti mi è stata data nel modo in cui poi li ho inseriti nei cesti.”.
“Sono...”
“Non si permetta mai più di darmi degli ordini, non sono alle sue dipendenze. Sono la proprietaria del negozio non la fattorina. Ora, se permette vado al mio appuntamento. Spero che la sc... l'incontro di stasera recuperi anche quello del pranzo. Buonasera signor Cullen.” gira i tacchi e se ne va.
Ma la bislacca dov'è finita?
Faccio in tempo a raggiungerla fuori dal ristorante:
“Signorina, signorina.”.
“Cosa vuole ancora, devo andare. Sono in ritardo.”.
“Lasci che le offra un passaggio, il mio autista la porterà dove vuole.” mi guarda di sottecchi, domandandosi forse dove sia la fregatura, “È un modo per sopperire al fatto che l'ho obbligata alla consegna. Sarei lieto di chiarirmi con lei, magari domani con calma...”
“... magari a pranzo.” lo dice in tono sarcastico, sorrido.
“Non mi...”
“Signor Cullen, concludiamola qua, non è necessario...”
“Riley,” mi rivolgo al mio autista, “accompagna la signorina dove desidera e poi torna qui...”
“Mi sta...”
“... e questo non è un ordine per lei.” le apro la portiera, “Voglio solo che arrivi in tempo al suo appuntamento visto che sono la causa del ritardo.”, mi guarda indecisa.
“Ohhh... va bene.”, sbuffa ma finalmente entra in macchina rifiutando, però, la mano che le porgo per aiutarla a salire.
“Buona serata. Spero che riusciremo a chiarire.”.
“Buona serata.”.

Aspetto che la macchina si allontani, poi con una scusa rispedisco Tanya a casa con un taxi, quando Riley torna ho sistemato tutto e finalmente posso raggiungere... cazzo. Non so neanche il suo nome, non credo di poterla chiamare ancora bislacca, o forse sì.

“Allora Riley, che mi dici?”.
“Bella ragazza, signore. Anche se...”
“Cosa?”.
“Credo che era abbastanza adirata verso di lei. Ha continuato a parlare da sola per tutto il viaggio, usando termini poco eleganti nei suoi confronti signore.”, me la immagino e mi viene da ridere, “Almeno fino a quando non è salito il suo... compagno. È diventata un'altra persona, molto... amorevole.”.
“Che tipo è?”.
“Niente a vedere con lei signore... credo che ne rimarrà stupito.”, ride sotto i baffi.
“Lo conosco?”.
“No signore.”.
“Dovrò fare a botte per riuscire a parlare con lei?”.
“No signore, non credo proprio.”, non faccio in tempo a controbattere che Riley parcheggia. “Arrivati signore.”.
“Mi stai prendendo in giro?”.
“No signore, è proprio qui che ho accompagnato la signorina.”.
“Old Wild West?”.
“Sì signore e le sorprese non sono finite.”.
“Mi devo preoccupare?”.
“No signore, rimarrà... piacevolmente sorpreso.”.
Hmmm... bislacca, sì, comunque bislacca.
Scendo dalla macchina ed entro nel locale cercandola, la vedo seduta ad un tavolo in compagnia di un... bambino, anche lui vestito elegante con tanto di giacca e cravatta. Cazzo, non mi dire che ha un figlio. E il padre dov'è? Il tavolo è apparecchiato per due. Divorziata? Così giovane? Okay, ormai sono qua, vediamo se riesco a dare delle risposte alle mie domande.
Presa la mia decisione mi dirigo al loro tavolo:

“Buonasera.”.
“Signor Cullen... ma cosa...”
“Ciao. Io sono Thomas.”, si presenta il piccolo offrendomi la mano che accolgo nella mia.
“Ciao Thomas, io sono Edward.”.
“Vuoi mangiare con noi?”.
“Volentieri, la mia cena...”
“Thomas, non credo che il signor Cullen...”
“Cullen? Quel Cullen?”.
“Già, quel Cullen Thomas. Quindi...”
“Lo sa che ha fatto arrrrabbbbiare, con tante erre e tante bi,  la mia sorellona?” sorella, interessante.
“Sapevo di averla fatta arrabbiare ma non pensavo ci fossero tante erre e tante bi. Sono molte?”.
“Abbastanza.”.
“Sono nei guai?”.
“Abbastanza.”.
“Non c'è modo di rimediare?”.
“Dipende.”.
“Da cosa?”.
“Da te. Da quello che farai per farti perdonare, sempre se vuoi farti perdonare.”.
“Sono qui appositamente.”.
“Bene. Accomodati.”, mi fa cenno di sedermi accanto a lui e di fronte sua sorella.
“Fate pure come se io non ci fossi eh.”.
“Dai Bella, vuole rimediare.” Bella? Che nome è Bella? Non che sia brutta eh.
“Ma io non...” viene interrotta dal cameriere che porta le loro ordinazioni e prende la mia.
“Allora Edward, come intendi procedere?”, questo piccoletto è così serio che quasi m'impressiona.
“Prima di tutto vorrei presentarmi.”, parlo con Thomas ma guardo lei.
“Mi sembra giusto, poi?”.
“Mi scuserei.”.
“Sì, dopo?”.
“Vi offrirei la cena.”.
“Una cosa buona e giusta.” non posso far a meno di sorridere come lei d'altronde.
“Vi accompagnerei a casa, vi augurerei la buona notte ma non prima di aver strappato un appuntamento a tua sorella.” il suo sguardo, che fino ad ora ha diviso tra me e suo fratello, si posa definitivamente su di me, incuriosita.
“Interessante.”.
“Vero? Lo pensavo anch'io Thomas e non finirei qua.”.
“No?”.
“No. Sia che accetti, sia che non accetti il mio invito, inizierei a corteggiarla.”.
“Perché?”.
“Beh, ancora non la conosco, ma quel poco che ho visto mi piace. Lo sai che prima di portarti qui mi ha fatto una bella ramanzina?”.
“Immagino, non sai quante ne fa a me.” scoppiamo a ridere tutti e tre, “E ti piace farti strillare?”, domanda stupito.
“No, ma mi piace chi non teme di dire quello che pensa, chiunque abbia davanti. Mi piace chi si fa rispettare.”, vedo negli occhi di lei una punta di soddisfazione.
“Capito, ti piace.”.
“Sì... già.”.
“E che aspetti?” lo guardo non capendo, “Che aspetti a fare quello che hai detto.”.
“Giusto.”, mi alzo e mi avvicino a lei allungandole la mano. “Signorina buonasera, permetta che mi presenti,  sono Edward Cullen e mi piacerebbe conoscerla.”, lei prima guarda me, poi Thomas che la incoraggia, infine torna su di me e fortunatamente prende la mia mano.
“Isabella, Isabella Swan.” ecco da dove viene il suo soprannome.
“È un vero piacere conoscerla Isabella.” e le poso un leggero bacio sulla mano, sotto gli occhi allibiti del cameriere che porta la mia ordinazione.
“Accidenti, anche il bacia mano.” interviene Thomas.
Dici che era troppo?”, mi rivolgo a lui parlando a bassa voce, come per non farci sentire da Isabella.
No, no, a lei piacciono queste cose.
Bene. Vado avanti?”, mi fa cenno di sì. “Okay.” poi rivolgendomi a lei “Isabella, volevo chiederle di scusarmi per il mio deplorevole comportamento di questa mattina. Sono stato precipitoso e villano nei suoi confronti. Può perdonarmi?”.
“Ci devo pensare.” guardo sconsolato Thomas e lui mi fa cenno di continuare, la scenetta fa sorridere Isabella.
“Capisco, nel frattempo lasci che vi offra la cena, a lei e al suo accompagnatore. Sarebbe un onore per me e un modo per ribadire le mie scuse.”.
“Hmmm... va bene.”.
“Grazie, posso accomodarmi con voi?”, prima di rispondere guarda il fratello che le fa cenno di sì.
“Prego, si sieda pure.” sbuffa un po'.
“Grazie.” appena mi siedo, chiedo al piccolo “Che dici siamo sulla buona strada?”.
Può darsi. Ma tu non demordere eh.”.
No, no.”

La cena procede tranquilla e poco dopo io ed Isabella passiamo al tu, dandomi anche il permesso di chiamarla Bella. Thomas è uno spasso e mi aiuta ad ammorbidire la sorella. Ha dieci anni, Bella venticinque, i genitori non si aspettavano l'arrivo di  Thomas in età avanzata, ma è arrivato e tutti ne sono stati entusiasti. Cinque anni fa, a causa di un brutto incidente, sono rimasti orfani e Bella si prende cura di lui. La situazione vissuta ha fatto crescere in fretta entrambi, lei se ne dispiace ma a me sembra che ha fatto un ottimo lavoro con suo fratello. Diciamo che i ragazzini non mi fanno impazzire, ma con Thomas è tutta un'altra storia. Stanotte il piccolo ha avuto un incubo, ci è voluto del tempo per calmarlo e stamattina sono arrivati tardi a scuola. Per questo Bella era al lavoro non in forma splendida, le chiedo scusa di nuovo.
Abbiamo finito di cenare e ora li sto accompagnando a casa:

Allora, come sto andando?”, domando al piccolo.
Direi bene anzi, secondo me, puoi anche provare a baciarla.”.
Dici? Non è troppo presto? Non mi darebbe uno schiaffo?”.
Hmmm, potrebbe però...”
Però?
Non si è mangiata gli anelli fritti di cipolla. Li ha ordinati prima che arrivassi e non li ha mangiati dopo.”.
Oh... è un buon segno?”.
Penso di sì.”.
“Io non ci conterei troppo.”, interviene Bella azzittendoci.

In quel momento vedo un emporio aperto, chiedo a Riley di fermarsi un attimo, mi scuso con i miei ospiti e scendo dalla macchina per tornare poco dopo con un mazzo di fiori misti e... due scatole di cioccolatini, una per entrambi:

“Per voi.” quando consegno i fiori a Bella, sono un po' a disagio “So che sei una maestra in questo campo, spero che ti piacciano.”.
“Sono bellissimi, grazie.” mi risponde annusando i fiori, “Mi piacciono i fiori di campo.”.
“È un piacere poterteli regalare.”.
Ben fatto, amico.”, sento il colpetto di gomito che mi da Thomas sullo stomaco. “Sei ancora intenzionato ad invitarla a cena domani sera?”.
Non desidero altro, se tu approvi.”.
Approvo, approvo ma sai che giorno è domani?”.
Il quindici febbraio.”.
Sì, ma è anche San Faustino.”.
Quindi?”.
Oh ma non sai proprio niente... come avrai fatto a creare un impero?”, mi dice scuotendo la testa sconsolato. Io e Bella non possiamo fare a meno di ridere, ma lui rimane serio e continua il suo discorso, “San Faustino è la festa di chi cerca l'anima gemella. Sei sicuro di volerla portare a cena domani? Proprio domani?”, a queste parole mi s'intenerisce il cuore. A dispetto della reciproca simpatia, nata subito tra noi,  si sta preoccupando per la sorella e nonostante l'età, non permetterebbe a nessuno di farla soffrire. Guardo Bella e i suoi occhi sono lucidi.
Sai, per molte persone queste cose non sono importanti. Per altri invece si. Credo che invitare una ragazza ad uscire il giorno di San Faustino, sia importante. Per la ragazza potrebbe assumere un significato importante.”, la mia mano automaticamente va a regalargli una carezza e decido di interrompere il nostro gioco.
“Thomas, può sembrare strano e forse lo è veramente, ma tua sorella mi piace. Quando l'ho conosciuta stamattina, ho pensato che fosse un po'... bislacca.”, non sto parlando solo con lui, vorrei che le mie parole arrivino anche a Bella ed è per questo che guardo anche lei. “Beh, mi piace questa tipa bislacca. Ho pensato a lei spesso nel pomeriggio ed ero curioso di rivederla. Stasera, quando si è presentata per la consegna, sono stato piacevolmente sorpreso. Non solo per la sua bellezza, soprattutto per come mi ha tenuto testa. Avevo così voglia di conoscerla meglio che ho mandato a monte la mia cena e vi ho raggiunto. Sono rimasto spiazzato dalla tua presenza, non sapendo che sei il fratello, ma la mia determinazione mi ha fatto avvicinare ugualmente a voi. E ho fatto bene. È stato un piacere conoscerti, conoscervi. Per quanto assurdo possa sembrare, non vi lascerei mai andare, è piacevole stare con voi, ho passato una bellissima serata in vostra compagnia e spero di passarne altre. Da parte mia c'è tutta l'intenzione di corteggiare tua sorella, seriamente, sperando che lei accetti e anche tu. Quindi alla luce di tutto questo, ti chiedo il permesso di poter invitare Bella a cena domani sera, nel giorno di San Faustino, proprio perché è la festa di chi cerca l'anima gemella.”, finisco di parlare ma nessuno dei due accenna a dire qualcosa, poi finalmente Thomas prende parola.
“Wow.” la sua esclamazione ci fa sorridere, “Accidenti che dichiarazione, se non ti bacia lei, ti bacio io.”, ora ci fa proprio ridere.
“Quindi? Ho il tuo permesso?”.
“Oh sì che ce l'hai.”.
“Bene.”.
“Si ma, ti tengo d'occhio eh.”.
“Okay.” rispondo ridendo e scompigliandogli i capelli.
“Signore, siamo arrivati.”, ci comunica Riley.

Scendo dalla macchina, seguito da Thomas e infine da Bella che aiuto offrendole la mano, stavolta non rifiutata.

“Vi accompagno alla porta, vuoi un passaggio ometto?” chiedo aprendo le braccia, per farlo salire.
“Sìììì.”, corre verso di me, salta e lo prendo al volo, “Sei alto eh.”.
“Abbastanza.”.

Sull'uscio di casa, faccio scendere Thomas e mettendomi alla sua altezza:

Che ne dici se domani mattina ti vengo a prendere e andiamo a fare colazione insieme e poi ti porto a scuola?”, gli s'illuminano gli occhi, prima di rispondere guarda la sorella.
“Avete deciso tutto voi per tutta la serata ora mi chiedi il permesso?”, lui si limita a farle cenno di sì con la testa. “Se ti fa piacere, puoi andare.”, risponde sorridendo.
“Ci vediamo domani mattina Edward, alle 07:30.” mi si avvicina per lasciarmi un bacio sulla guancia, “Buona notte e grazie per la cena.”.
“Buona notte e grazie a te per le dritte.” rispondo strizzando l'occhio, “Questo è il mio numero, qualsiasi cosa chiamami, okay?”, gli allungo il mio biglietto da visita.
“Okay, a domani. Notte Bella.”.
“Preparati, arrivo subito.”, mi alzo all'altezza di Bella, all'altezza per modo di dire, mi arriva alla spalla, più o meno. “Edward, grazie per la serata ma non devi sentirti obbligato a...”
“Non mi sento obbligato a far niente. Quello che faccio è perché lo voglio fare. Voglio davvero conoscerti.” mi avvicino a lei, prendendola per la vita.
“Edward, sono la tua fioraia... so quante donne hai.” le sue mani si appoggiano sui miei avambracci.
“Al momento sono tutte sparite. Da stasera ci sei solo tu. Voglio conoscere solo te”.
“Non ci sono solo io... mio fratello e...”
“È un piccolo grande ometto, non lo farei mai soffrire. Qualsiasi cosa accada tra di noi, non andrà ad intaccare il rapporto che ho e avrò con lui.”.
“Io...”
“Vieni a cena con me domani sera, dammi la possibilità di conoscerti, datti la possibilità di conoscermi, dacci una possibilità.” la vedo tentennare, forse sta cedendo.
“Bislacca eh.” sorrido, sta cedendo.
“A dir la verità, questa intera giornata è stata bislacca. Piacevolmente bislacca.” le poggio una mano sul viso, il mio pollice gioca con le sue labbra. “Allora, ci esci con me? Ci dai una possibilità?”, i nostri occhi sono incatenati e incantati, non mi risponde ma acconsente con la testa, porta le sue mani al mio collo. Lentamente mi avvicino con le labbra e assaggio le sue. Il nostro bacio rimane superficiale, un lento assaporare di labbra. “Buona notte Bella, a domani.”.
“A che ora devo farmi trovare pronta?”.
“Oh... abbiamo tutta la giornata per decidere, non penserai che non farò nulla durante il giorno, che corteggiamento sarebbe.”, un sorriso le nasce sulle labbra ma arriva agli occhi e al mio cuore. “Dormi bene, a domani.” le lascio un bacio a stampo e mi dirigo verso le scale.
“A domani Edward, buona notte.” un ultimo sorriso prima di chiudere la porta.

Raggiungo la macchina:
“Riley, è ora di andare a casa.”.
“Sì, signore.”.
“Domattina pronto per le 07:00, ce la facciamo a stare qui in mezz'ora?”.
“Certamente signore.”.
“Bene.”.
“La vedo... felice signore.”.
“Felice? Sì, sono felice. Avevi ragione, sono rimasto piacevolmente stupito dal suo compagno. Quel ragazzino è una forza.”, sorrido pensando a Thomas.
“Una bella coppia.”.
“Sì, bella coppia. Belle persone. Pensare che questa giornata era iniziata così male, peggiorava di minuto in minuto, poi, questo San Valentino, si è trasformato nel miglior San Valentino di tutta la mia vita. Grazie ad uno scricciolo e ad una bislacca. Sperando che non sia l'ultima volta che lo festeggio con loro.”.
“Ne sono contento signore.”.
“E domani festeggiamo San Faustino, spero per la prima e ultima volta, perché è lei la mia anima gemella.”.
“Glielo auguro, signore.”.
“In tutta sincerità Riley, me lo auguro anch'io.” consapevole della mia scelta, mi rilasso sul sedile, pregustando i giorni futuri in compagnia della mia bislacca e del mio scricciolo, certo che il loro duo diventerà presto il nostro trio.



Fine

21 commenti:

  1. Oh! Ma non sai quanto mi sia piaciuta! E' bellissimissima questa storia in tutto e per tutto! E' la mia preferita tra tutte quelle che hai scritto! Bella nel ritmo, bella nell'idea, bella nei caratteri... il ragazzino, però, è veramente inquietante hahaahahahahahahaah!
    Bravissima!
    -Sparv-

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  2. Bellissima storia, io amo particolarmente le storie dove c'è una Bella con un carattere deciso e qui l'ho trovata. Mi piacciono anche i personaggi di Edward e la cartola del fratellino, che per avere 10 anni e bello vispo e saggio. Una bellissima storia che fa presagire un grande amore. Complimenti

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  3. Davvero una bella storia adattissima al tema del contest.
    Il bambino davvero una sagoma e Bella una con i contro...
    Brava, mi è tanto piaciuto leggerti.

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  4. Bellissima, bellissima, bellissima.
    Complimenti. Io amo da matti le storie in cui ci sono i bambini. Sono spassosi, il più delle volte. L'idea di questi tre che formano una famiglia mi fa sorridere, mi fa essere positiva. E' un bel sentimento quello che hai descritto.
    Mi è piaciuta tanto.
    Complimenti, grazie per aver partecipato.
    Aly

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  5. Una storia veramente simpatica.
    Il vero protagonista si rivela il fratellino che attraverso la sua simpatia aiuta lui ad entrare nelle grazie della sorella.
    Grazie

    JB

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  6. E questa è quella che ho preferito in assoluto insieme ad un'altra, a cui ho dato già i 3 punti, perchè è articolata e svolta in maniera davvero svelta e brillante.

    2 PUNTI

    -sparv-

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  7. Ho atteso qualche giorno per lasciar sedimentare le storie.
    Questa è quella che più volte mi è passata per la testa,
    di conseguenza vanno a te i miei

    3 punti.

    Grazie

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  8. Storia molto bella, non troppo smielata considerato l'argomento, frizzante e ben scritta. Il mio voto è 3.

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  9. Bellissima!!!
    Edward in balia dei consigli di Thomas è spettacolare.
    Ben scritta, brillante e coinvolgente.

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  10. Bella storia è l'unica che ho riletto! Mi ha divertito molto lo scambio tra Edward e Thomas.
    A te vanno i miei 3 punti!
    Brava!
    Georgia

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  11. Bella storia! La parte in cui lei lo sistema per benino mi è piaciuta tantissimo (a dire il vero anche il pranzo!) Molto carina sul serio e ben scritta! Complimenti! Cristina

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  12. Se possibile io prenoto Thomas (per quando sarà grandicello). Edward sciupafemmine che rinsavisce di colpo mi fa salire la mosca al naso. Da fioraia avrei preparato un bel paio di mutande foderate di ortiche per il puttaniere impenitente. E se poi ha tendenze sadomaso? Meglio un "ma sparisci!" limpido e inequivocabile. Riley mi sembra più sobrio e affidabile, anche se evidenzia qualche tendenza da paraninfo. Ho capito cosa mi ricorda questa situazione: lo stilnovismo. Al becero appare la donna angelicata, colei che è portatrice di bellezza e virtù, e il troglodita rimane fulminato, rinsavendo sulla via di Damasco. Diffidare sempre degli "illuminati": tendono a metterti su un piedestallo e poi finisci a riflettere la gloria di Dio nell'alto dei cieli senza acchiappare nulla di solido (metaforicamente parlando, s'intende).

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  13. Mi è piaciuta da morire!!! Ho adorato le interazioni tra Edward e Thomas, e il cambiamento radicale di Edward grazie alla magia di S. Valentino mi è piaciuto da morire!!! Brava!!!
    Aleuname

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  14. Bella, dolce e divertente tutta la storia.
    Il cambiamento lampo di Edward sembra incredibile, ma se non sogniamo nelle storie quando ci capita?
    Bella davvero.
    Complimenti e grazie

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  15. Tenera, divertente, romantica ma non troppo. Brava davvero!!!
    Ma ....sicura che il ragazzino sia un ragazzino!!! Mi sembrava un nano di 90 anni!!!!!
    Ahahahhahahahah!!!
    A te i miei 2 punti!

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