“Bene signor Cullen, le vostre ordinazioni arrivano
subito.”.
“Perfetto.”, mentre il cameriere si allontana arriva
il sommelier con il vino scelto e mi versa l'assaggio. Lo faccio respirare un
po', roteo il bicchiere per poi annusarne il contenuto e infine ne prendo un
sorso per degustarlo.
“Può versarlo.”.
“Sì, signor Cullen.”, dopo di che anche lui ci lascia
soli.
“Oh Edward, mi hai portato nel mio ristorante
preferito.” cinguetta la mia ospite.
“Sempre il meglio per noi.”.
“È un vero peccato non poter stare insieme stasera.”,
si allunga verso di me prendendomi la mano.
“Mi dispiace Irina, ma ho un impegno inderogabile. Ma
vedrai che anche il nostro pranzo sarà piacevole.” le dico baciandole la mano
mentre lei sorride timidamente.
“Per questo siamo nella saletta privata?”.
“Esattamente.” la mia mano va al suo interno coscia
per risalire verso l'intimità mentre le lascio un bacio leggero sulle labbra.
“Mi scusi signor Cullen, c'è una consegna per la
signorina.”, ci interrompe il maitre.
“Sì, l'attendevo.”.
“Bene, faccio passare il ragazzo allora.”.
Dopo pochi istanti, entra un cesto di fiori che viene
appoggiato a terra davanti ad Irina che rimane letteralmente a bocca aperta.
Dopo aver dato la mancia al ragazzo ci lasciano di nuovo soli.
“Oh Edward, sono bellissimi. Non ho mai ricevuto
niente di simile.” effettivamente è un gran bel cesto, devo dire alla mia
segretaria Angela di non esagerare in queste cose. In fondo non è mica la mia
donna.
“Lieto che ti piacciano.”.
“Piacermi? Sono meravigliosi. E c'è un biglietto.” le
sorrido mentre lo apre ed inizia a leggerlo.
Lentamente vedo il suo sorriso scomparire e lasciare
il posto a delle labbra tirate e una fronte aggrottata.
“Tutto bene? C'è qualcosa che non va?”.
“No, no... va tutto bene a parte...”
“A parte?”.
“Chi cazzo è Tanya.” urla alzandosi dalla sedia, non
faccio in tempo a rispondere che si scatena un putiferio comprensivo di fiori e
piatti lanciati verso di me.“Te lo dico io chi è Tanya, è la troia che ti devi
scopare stasera... Il tuo impegno inderogabile... Io sono la scopata del pranzo
e la troia quella della sera.”.
“Ci deve essere un errore!”, cerco di spiegarmi
evitando gli oggetti che volano verso di me.
“Nessun errore del cazzo. Io e te non siamo mai stati
fuori per il week end... a cui fai riferimento nel biglietto. Porco. Sei un
porco. Quante te ne sbatti al giorno? Hai anche quella della colazione?”.
“Ricomponiti Irina.”.
“Ricomponiti? Tu dici a me di ricompormi? Non ho
parole... e io che credevo che la nostra storia stava crescendo, soprattutto
dopo il tuo invito a pranzo di oggi. Cazzo. È San Valentino!”.
“Non ti ho mai fatto credere che la nostra fosse una
storia d'amore.”.
“Oh lo so. Ma io sono una donna, ho il diritto di
sperare e oggi è San Valentino!” risponde mentre s'infila il cappotto, “Addio
Edward e buona serat... scopata!”, quando la porta sbatte alle sue spalle la
quiete torna nella saletta, per poco:
“Signor Cullen, che succede.”
“Niente Frank, divergenza di opinioni.”.
“Mi dispiace signore.”.
“Tranquillo, se non era oggi sarebbe stato domani.
Devo andare, metti tutto sul mio conto, anche i piatti rotti. Devo risolvere
una questione urgente.”
“Non si preoccupi, signor Cullen. Ci vediamo stasera?”.
“Sì, lo spero.”.
Una volta lasciato il ristorante, dico all'autista di
portarmi immediatamente alla Cullen Investments, ovviamente è lì che si trova
il fioraio da cui mi servo.
Quando arrivo entro come una furia nel negozio:
“Chi è che comanda qua?”.
“Io. Buongiorno, Signor Cullen.” mi risponde una...
una... dio ma che cos'è? Mi si presenta davanti una specie di ragazza in jeans
e maglietta, entrambi strappati, capelli arruffati in un chignon fermato da un
gambo di non so quale fiore visto che il fiore non c'è. E mi conosce, come fa a
conoscermi? Ah già.
“Il mio giorno non è più un buongiorno grazie a lei!”
vedo che increspa le sopracciglia.
“Cosa... “
“Ha sbagliato l'ordine!”.
“No...”
“E invece sì!”.
“Se mi lascia spieg...”
“Non c'è niente da spiegare.”.
“L'ordine era...”
“Il fottuto cazzo di biglietto della cena è stato
consegnato a pranzo!”.
“Le dico...”
“Le dico che è così. Mi ha mandato a monte il pranzo e
la...” mi schiarisco la voce e mi fermo in tempo, “Stasera consegnerà lei
personalmente l'altro ordine.”.
“Non credo...”
“Io credo proprio di sì.”.
“Ho un impegno...”
“Prima mi consegna i fiori, poi può andare al suo
impegno.”.
“Ma...”
“Ma... le devo ricordare di chi sono le mura del
negozio?”.
“No.”.
“Bene, ora mi dia un biglietto da mettere nel cesto. A
proposito, mi sembrano eccessivi. Per i prossimi ordini faccia delle cose più
semplici.”.
“Seguo le direttive.”.
“Gliene sto dando di nuove!”. Finisco di scrivere,
“Non le sembra il caso di vestirsi più adeguatamente visto il palazzo in cui
lavora?”, strabuzza gli occhi e sta per aprire la bocca ma non le do modo
“Stasera. Alle 20:00 precise.” e consegnandole il bigliettino me ne vado
lasciando lei a bocca aperta e me con un pensiero in mente “Che tipa
bislacca.”.
Ho raggiunto Tanya al ristorante, nella solita saletta
privata e già ho la testa piena delle sue chiacchiere, inutili chiacchiere, ora
mi ricordo perché l'avevo lasciata per la cena: a pranzo mi avrebbe fatto
esplodere un mal di testa che mi avrebbe impedito di lavorare.
Fingo interesse buttando l'occhio all'orologio, spesso
e volentieri, se la bislacca non si presenta... il bussare alla porta
interrompe il mio pensiero:
“Signor Cullen, una consegna per...” faccio cenno di
far entrare.
Una splendida donna entra nella stanza: fisico
asciutto ma formoso nei punti giusti, coperto da un vestito nero che le fascia
la parte superiore del corpo mettendo in evidenza il seno, nella parte
inferiore un insieme di tulle le gonfia la gonna che lascia buona parte delle
gambe scoperte, slanciate da un bel tacco. Non so se è la stoffa o c'è qualcosa
applicato sul vestito ma luccica. È... luminosa. La sua carnagione chiara
spicca su quel nero, un viso perfetto incorniciato da lunghi capelli mogano,
raccolti da un lato che le lasciano scoperto parte del collo esile, occhi color
cioccolato.
Deponendo il cesto a terra:
“Buonasera, questo è un omaggio per lei signorina da
parte del signor Cullen.”.
“Ma è meraviglioso.”.
“Vi auguro una buona serata e un buon San Valentino.”
dicendo così esce dalla stanza ma le sono subito dietro e la fermo per un
braccio:
“Un momento, non così in fretta. Avevo espressamente
richiesto che fosse la proprietaria a fare la consegna.”
“Infatti, eccomi.”, la scruto dalla testa ai piedi e
noto una somiglianza lontana con la bislacca di questa mattina.
“Non l'ave...”
“Non mi ha riconosciuta? Forse perché stamane era
troppo impegnato a sbraitare per mettere a fuoco chi aveva davanti.”, nel
rispondermi si svincola dalla mia presa e indossa il cappotto.
“Stamat...”
“Sicuramente non ero in piena forma, ho avuto una
nottata difficile e un risveglio peggiore. Ma questi non sono affari suoi. Lo
so benissimo dove lavoro, nel supermega palazzo della Cullen Investments, una
delle aziende più importanti del paese, ma questo non le da il diritto di dirmi
come mi devo vestire o altro. Sono una professionista tanto quanto lei a
prescindere dal tipo di lavoro.”.
“Mi disp...”
“Non ho commesso nessuno sbaglio, la dettatura dei
biglietti mi è stata data nel modo in cui poi li ho inseriti nei cesti.”.
“Sono...”
“Non si permetta mai più di darmi degli ordini, non
sono alle sue dipendenze. Sono la proprietaria del negozio non la fattorina.
Ora, se permette vado al mio appuntamento. Spero che la sc... l'incontro di
stasera recuperi anche quello del pranzo. Buonasera signor Cullen.” gira i
tacchi e se ne va.
Ma la bislacca dov'è finita?
Faccio in tempo a raggiungerla fuori dal ristorante:
“Signorina, signorina.”.
“Cosa vuole ancora, devo andare. Sono in ritardo.”.
“Lasci che le offra un passaggio, il mio autista la
porterà dove vuole.” mi guarda di sottecchi, domandandosi forse dove sia la
fregatura, “È un modo per sopperire al fatto che l'ho obbligata alla consegna.
Sarei lieto di chiarirmi con lei, magari domani con calma...”
“... magari a pranzo.” lo dice in tono sarcastico,
sorrido.
“Non mi...”
“Signor Cullen, concludiamola qua, non è
necessario...”
“Riley,” mi rivolgo al mio autista, “accompagna la
signorina dove desidera e poi torna qui...”
“Mi sta...”
“... e questo non è un ordine per lei.” le apro la
portiera, “Voglio solo che arrivi in tempo al suo appuntamento visto che sono
la causa del ritardo.”, mi guarda indecisa.
“Ohhh... va bene.”, sbuffa ma finalmente entra in
macchina rifiutando, però, la mano che le porgo per aiutarla a salire.
“Buona serata. Spero che riusciremo a chiarire.”.
“Buona serata.”.
Aspetto che la macchina si allontani, poi con una
scusa rispedisco Tanya a casa con un taxi, quando Riley torna ho sistemato
tutto e finalmente posso raggiungere... cazzo. Non so neanche il suo nome, non
credo di poterla chiamare ancora bislacca, o forse sì.
“Allora Riley, che mi dici?”.
“Bella ragazza, signore. Anche se...”
“Cosa?”.
“Credo che era abbastanza adirata verso di lei. Ha
continuato a parlare da sola per tutto il viaggio, usando termini poco eleganti
nei suoi confronti signore.”, me la immagino e mi viene da ridere, “Almeno fino
a quando non è salito il suo... compagno. È diventata un'altra persona,
molto... amorevole.”.
“Che tipo è?”.
“Niente a vedere con lei signore... credo che ne rimarrà
stupito.”, ride sotto i baffi.
“Lo conosco?”.
“No signore.”.
“Dovrò fare a botte per riuscire a parlare con lei?”.
“No signore, non credo proprio.”, non faccio in tempo
a controbattere che Riley parcheggia. “Arrivati signore.”.
“Mi stai prendendo in giro?”.
“No signore, è proprio qui che ho accompagnato la
signorina.”.
“Old Wild West?”.
“Sì signore e le sorprese non sono finite.”.
“Mi devo preoccupare?”.
“No signore, rimarrà... piacevolmente sorpreso.”.
Hmmm... bislacca, sì, comunque bislacca.
Scendo dalla macchina ed entro nel locale cercandola,
la vedo seduta ad un tavolo in compagnia di un... bambino, anche lui vestito
elegante con tanto di giacca e cravatta. Cazzo, non mi dire che ha un figlio. E
il padre dov'è? Il tavolo è apparecchiato per due. Divorziata? Così giovane?
Okay, ormai sono qua, vediamo se riesco a dare delle risposte alle mie domande.
Presa la mia decisione mi dirigo al loro tavolo:
“Buonasera.”.
“Signor Cullen... ma cosa...”
“Ciao. Io sono Thomas.”, si presenta il piccolo
offrendomi la mano che accolgo nella mia.
“Ciao Thomas, io sono Edward.”.
“Vuoi mangiare con noi?”.
“Volentieri, la mia cena...”
“Thomas, non credo che il signor Cullen...”
“Cullen? Quel Cullen?”.
“Già, quel Cullen Thomas. Quindi...”
“Lo sa che ha fatto arrrrabbbbiare, con tante erre e
tante bi, la mia sorellona?” sorella,
interessante.
“Sapevo di averla fatta arrabbiare ma non pensavo ci
fossero tante erre e tante bi. Sono molte?”.
“Abbastanza.”.
“Sono nei guai?”.
“Abbastanza.”.
“Non c'è modo di rimediare?”.
“Dipende.”.
“Da cosa?”.
“Da te. Da quello che farai per farti perdonare,
sempre se vuoi farti perdonare.”.
“Sono qui appositamente.”.
“Bene. Accomodati.”, mi fa cenno di sedermi accanto a
lui e di fronte sua sorella.
“Fate pure come se io non ci fossi eh.”.
“Dai Bella, vuole rimediare.” Bella? Che nome è Bella?
Non che sia brutta eh.
“Ma io non...” viene interrotta dal cameriere che
porta le loro ordinazioni e prende la mia.
“Allora Edward, come intendi procedere?”, questo
piccoletto è così serio che quasi m'impressiona.
“Prima di tutto vorrei presentarmi.”, parlo con Thomas
ma guardo lei.
“Mi sembra giusto, poi?”.
“Mi scuserei.”.
“Sì, dopo?”.
“Vi offrirei la cena.”.
“Una cosa buona e giusta.” non posso far a meno di
sorridere come lei d'altronde.
“Vi accompagnerei a casa, vi augurerei la buona notte
ma non prima di aver strappato un appuntamento a tua sorella.” il suo sguardo,
che fino ad ora ha diviso tra me e suo fratello, si posa definitivamente su di
me, incuriosita.
“Interessante.”.
“Vero? Lo pensavo anch'io Thomas e non finirei qua.”.
“No?”.
“No. Sia che accetti, sia che non accetti il mio
invito, inizierei a corteggiarla.”.
“Perché?”.
“Beh, ancora non la conosco, ma quel poco che ho visto
mi piace. Lo sai che prima di portarti qui mi ha fatto una bella ramanzina?”.
“Immagino, non sai quante ne fa a me.” scoppiamo a
ridere tutti e tre, “E ti piace farti strillare?”, domanda stupito.
“No, ma mi piace chi non teme di dire quello che
pensa, chiunque abbia davanti. Mi piace chi si fa rispettare.”, vedo negli
occhi di lei una punta di soddisfazione.
“Capito, ti piace.”.
“Sì... già.”.
“E che aspetti?” lo guardo non capendo, “Che aspetti a
fare quello che hai detto.”.
“Giusto.”, mi alzo e mi avvicino a lei allungandole la
mano. “Signorina buonasera, permetta che mi presenti, sono Edward Cullen e mi piacerebbe
conoscerla.”, lei prima guarda me, poi Thomas che la incoraggia, infine torna
su di me e fortunatamente prende la mia mano.
“Isabella, Isabella Swan.” ecco da dove viene il suo
soprannome.
“È un vero piacere conoscerla Isabella.” e le poso un
leggero bacio sulla mano, sotto gli occhi allibiti del cameriere che porta la
mia ordinazione.
“Accidenti, anche il bacia mano.” interviene Thomas.
“Dici che era troppo?”, mi rivolgo a lui
parlando a bassa voce, come per non farci sentire da Isabella.
“No, no, a lei piacciono queste cose.”
“Bene. Vado avanti?”, mi fa cenno di sì. “Okay.”
poi rivolgendomi a lei “Isabella, volevo chiederle di scusarmi per il mio
deplorevole comportamento di questa mattina. Sono stato precipitoso e villano
nei suoi confronti. Può perdonarmi?”.
“Ci devo pensare.” guardo sconsolato Thomas e lui mi
fa cenno di continuare, la scenetta fa sorridere Isabella.
“Capisco, nel frattempo lasci che vi offra la cena, a
lei e al suo accompagnatore. Sarebbe un onore per me e un modo per ribadire le
mie scuse.”.
“Hmmm... va bene.”.
“Grazie, posso accomodarmi con voi?”, prima di
rispondere guarda il fratello che le fa cenno di sì.
“Prego, si sieda pure.” sbuffa un po'.
“Grazie.” appena mi siedo, chiedo al piccolo “Che
dici siamo sulla buona strada?”.
“Può darsi. Ma tu non demordere eh.”.
“No, no.”
La cena procede tranquilla e poco dopo io ed Isabella
passiamo al tu, dandomi anche il permesso di chiamarla Bella. Thomas è uno
spasso e mi aiuta ad ammorbidire la sorella. Ha dieci anni, Bella venticinque,
i genitori non si aspettavano l'arrivo di
Thomas in età avanzata, ma è arrivato e tutti ne sono stati entusiasti.
Cinque anni fa, a causa di un brutto incidente, sono rimasti orfani e Bella si
prende cura di lui. La situazione vissuta ha fatto crescere in fretta entrambi,
lei se ne dispiace ma a me sembra che ha fatto un ottimo lavoro con suo
fratello. Diciamo che i ragazzini non mi fanno impazzire, ma con Thomas è tutta
un'altra storia. Stanotte il piccolo ha avuto un incubo, ci è voluto del tempo
per calmarlo e stamattina sono arrivati tardi a scuola. Per questo Bella era al
lavoro non in forma splendida, le chiedo scusa di nuovo.
Abbiamo finito di cenare e ora li sto accompagnando a
casa:
“Allora, come sto andando?”, domando al
piccolo.
“Direi bene anzi, secondo me, puoi anche provare a
baciarla.”.
“Dici? Non è troppo presto? Non mi darebbe uno
schiaffo?”.
“Hmmm, potrebbe però...”
“Però?”
“Non si è mangiata gli anelli fritti di cipolla. Li
ha ordinati prima che arrivassi e non li ha mangiati dopo.”.
“Oh... è un buon segno?”.
“Penso di sì.”.
“Io non ci conterei troppo.”, interviene Bella
azzittendoci.
In quel momento vedo un emporio aperto, chiedo a Riley
di fermarsi un attimo, mi scuso con i miei ospiti e scendo dalla macchina per
tornare poco dopo con un mazzo di fiori misti e... due scatole di cioccolatini,
una per entrambi:
“Per voi.” quando consegno i fiori a Bella, sono un
po' a disagio “So che sei una maestra in questo campo, spero che ti piacciano.”.
“Sono bellissimi, grazie.” mi risponde annusando i
fiori, “Mi piacciono i fiori di campo.”.
“È un piacere poterteli regalare.”.
“Ben fatto, amico.”, sento il colpetto di
gomito che mi da Thomas sullo stomaco. “Sei ancora intenzionato ad invitarla
a cena domani sera?”.
“Non desidero altro, se tu approvi.”.
“Approvo, approvo ma sai che giorno è domani?”.
“Il quindici febbraio.”.
“Sì, ma è anche San Faustino.”.
“Quindi?”.
“Oh ma non sai proprio niente... come avrai fatto a
creare un impero?”, mi dice scuotendo la testa sconsolato. Io e Bella non
possiamo fare a meno di ridere, ma lui rimane serio e continua il suo discorso,
“San Faustino è la festa di chi cerca l'anima gemella. Sei sicuro di volerla
portare a cena domani? Proprio domani?”, a queste parole mi s'intenerisce
il cuore. A dispetto della reciproca simpatia, nata subito tra noi, si sta preoccupando per la sorella e
nonostante l'età, non permetterebbe a nessuno di farla soffrire. Guardo Bella e
i suoi occhi sono lucidi.
“Sai, per molte persone queste cose non sono
importanti. Per altri invece si. Credo che invitare una ragazza ad uscire il
giorno di San Faustino, sia importante. Per la ragazza potrebbe assumere un
significato importante.”, la mia mano automaticamente va a regalargli una
carezza e decido di interrompere il nostro gioco.
“Thomas, può sembrare strano e forse lo è veramente,
ma tua sorella mi piace. Quando l'ho conosciuta stamattina, ho pensato che
fosse un po'... bislacca.”, non sto parlando solo con lui, vorrei che le mie
parole arrivino anche a Bella ed è per questo che guardo anche lei. “Beh, mi
piace questa tipa bislacca. Ho pensato a lei spesso nel pomeriggio ed ero
curioso di rivederla. Stasera, quando si è presentata per la consegna, sono
stato piacevolmente sorpreso. Non solo per la sua bellezza, soprattutto per
come mi ha tenuto testa. Avevo così voglia di conoscerla meglio che ho mandato
a monte la mia cena e vi ho raggiunto. Sono rimasto spiazzato dalla tua
presenza, non sapendo che sei il fratello, ma la mia determinazione mi ha fatto
avvicinare ugualmente a voi. E ho fatto bene. È stato un piacere conoscerti,
conoscervi. Per quanto assurdo possa sembrare, non vi lascerei mai andare, è
piacevole stare con voi, ho passato una bellissima serata in vostra compagnia e
spero di passarne altre. Da parte mia c'è tutta l'intenzione di corteggiare tua
sorella, seriamente, sperando che lei accetti e anche tu. Quindi alla luce di
tutto questo, ti chiedo il permesso di poter invitare Bella a cena domani sera,
nel giorno di San Faustino, proprio perché è la festa di chi cerca l'anima
gemella.”, finisco di parlare ma nessuno dei due accenna a dire qualcosa, poi
finalmente Thomas prende parola.
“Wow.” la sua esclamazione ci fa sorridere, “Accidenti
che dichiarazione, se non ti bacia lei, ti bacio io.”, ora ci fa proprio
ridere.
“Quindi? Ho il tuo permesso?”.
“Oh sì che ce l'hai.”.
“Bene.”.
“Si ma, ti tengo d'occhio eh.”.
“Okay.” rispondo ridendo e scompigliandogli i capelli.
“Signore, siamo arrivati.”, ci comunica Riley.
Scendo dalla macchina, seguito da Thomas e infine da
Bella che aiuto offrendole la mano, stavolta non rifiutata.
“Vi accompagno alla porta, vuoi un passaggio ometto?”
chiedo aprendo le braccia, per farlo salire.
“Sìììì.”, corre verso di me, salta e lo prendo al
volo, “Sei alto eh.”.
“Abbastanza.”.
Sull'uscio di casa, faccio scendere Thomas e
mettendomi alla sua altezza:
“Che ne dici se domani mattina ti vengo a prendere
e andiamo a fare colazione insieme e poi ti porto a scuola?”, gli
s'illuminano gli occhi, prima di rispondere guarda la sorella.
“Avete deciso tutto voi per tutta la serata ora mi
chiedi il permesso?”, lui si limita a farle cenno di sì con la testa. “Se ti fa
piacere, puoi andare.”, risponde sorridendo.
“Ci vediamo domani mattina Edward, alle 07:30.” mi si
avvicina per lasciarmi un bacio sulla guancia, “Buona notte e grazie per la
cena.”.
“Buona notte e grazie a te per le dritte.” rispondo
strizzando l'occhio, “Questo è il mio numero, qualsiasi cosa chiamami, okay?”,
gli allungo il mio biglietto da visita.
“Okay, a domani. Notte Bella.”.
“Preparati, arrivo subito.”, mi alzo all'altezza di
Bella, all'altezza per modo di dire, mi arriva alla spalla, più o meno.
“Edward, grazie per la serata ma non devi sentirti obbligato a...”
“Non mi sento obbligato a far niente. Quello che
faccio è perché lo voglio fare. Voglio davvero conoscerti.” mi avvicino a lei,
prendendola per la vita.
“Edward, sono la tua fioraia... so quante donne hai.”
le sue mani si appoggiano sui miei avambracci.
“Al momento sono tutte sparite. Da stasera ci sei solo
tu. Voglio conoscere solo te”.
“Non ci sono solo io... mio fratello e...”
“È un piccolo grande ometto, non lo farei mai
soffrire. Qualsiasi cosa accada tra di noi, non andrà ad intaccare il rapporto
che ho e avrò con lui.”.
“Io...”
“Vieni a cena con me domani sera, dammi la possibilità
di conoscerti, datti la possibilità di conoscermi, dacci una possibilità.” la
vedo tentennare, forse sta cedendo.
“Bislacca eh.” sorrido, sta cedendo.
“A dir la verità, questa intera giornata è stata bislacca.
Piacevolmente bislacca.” le poggio una mano sul viso, il mio pollice gioca con
le sue labbra. “Allora, ci esci con me? Ci dai una possibilità?”, i nostri
occhi sono incatenati e incantati, non mi risponde ma acconsente con la testa,
porta le sue mani al mio collo. Lentamente mi avvicino con le labbra e assaggio
le sue. Il nostro bacio rimane superficiale, un lento assaporare di labbra.
“Buona notte Bella, a domani.”.
“A che ora devo farmi trovare pronta?”.
“Oh... abbiamo tutta la giornata per decidere, non
penserai che non farò nulla durante il giorno, che corteggiamento sarebbe.”, un
sorriso le nasce sulle labbra ma arriva agli occhi e al mio cuore. “Dormi bene,
a domani.” le lascio un bacio a stampo e mi dirigo verso le scale.
“A domani Edward, buona notte.” un ultimo sorriso
prima di chiudere la porta.
Raggiungo la macchina:
“Riley, è ora di andare a casa.”.
“Sì, signore.”.
“Domattina pronto per le 07:00, ce la facciamo a stare
qui in mezz'ora?”.
“Certamente signore.”.
“Bene.”.
“La vedo... felice signore.”.
“Felice? Sì, sono felice. Avevi ragione, sono rimasto
piacevolmente stupito dal suo compagno. Quel ragazzino è una forza.”, sorrido
pensando a Thomas.
“Una bella coppia.”.
“Sì, bella coppia. Belle persone. Pensare che questa
giornata era iniziata così male, peggiorava di minuto in minuto, poi, questo
San Valentino, si è trasformato nel miglior San Valentino di tutta la mia vita.
Grazie ad uno scricciolo e ad una bislacca. Sperando che non sia l'ultima volta
che lo festeggio con loro.”.
“Ne sono contento signore.”.
“E domani festeggiamo San Faustino, spero per la prima
e ultima volta, perché è lei la mia anima gemella.”.
“Glielo auguro, signore.”.
“In tutta sincerità Riley, me lo auguro anch'io.”
consapevole della mia scelta, mi rilasso sul sedile, pregustando i giorni
futuri in compagnia della mia bislacca e del mio scricciolo, certo che il loro
duo diventerà presto il nostro trio.
Fine

Oh! Ma non sai quanto mi sia piaciuta! E' bellissimissima questa storia in tutto e per tutto! E' la mia preferita tra tutte quelle che hai scritto! Bella nel ritmo, bella nell'idea, bella nei caratteri... il ragazzino, però, è veramente inquietante hahaahahahahahahaah!
RispondiEliminaBravissima!
-Sparv-
Bellissima storia, io amo particolarmente le storie dove c'è una Bella con un carattere deciso e qui l'ho trovata. Mi piacciono anche i personaggi di Edward e la cartola del fratellino, che per avere 10 anni e bello vispo e saggio. Una bellissima storia che fa presagire un grande amore. Complimenti
RispondiEliminaDavvero una bella storia adattissima al tema del contest.
RispondiEliminaIl bambino davvero una sagoma e Bella una con i contro...
Brava, mi è tanto piaciuto leggerti.
Bellissima, bellissima, bellissima.
RispondiEliminaComplimenti. Io amo da matti le storie in cui ci sono i bambini. Sono spassosi, il più delle volte. L'idea di questi tre che formano una famiglia mi fa sorridere, mi fa essere positiva. E' un bel sentimento quello che hai descritto.
Mi è piaciuta tanto.
Complimenti, grazie per aver partecipato.
Aly
1 punto
EliminaUna storia veramente simpatica.
RispondiEliminaIl vero protagonista si rivela il fratellino che attraverso la sua simpatia aiuta lui ad entrare nelle grazie della sorella.
Grazie
JB
E questa è quella che ho preferito in assoluto insieme ad un'altra, a cui ho dato già i 3 punti, perchè è articolata e svolta in maniera davvero svelta e brillante.
RispondiElimina2 PUNTI
-sparv-
Ho atteso qualche giorno per lasciar sedimentare le storie.
RispondiEliminaQuesta è quella che più volte mi è passata per la testa,
di conseguenza vanno a te i miei
3 punti.
Grazie
Storia molto bella, non troppo smielata considerato l'argomento, frizzante e ben scritta. Il mio voto è 3.
RispondiEliminaVoto :3
RispondiEliminaBellissima!!!
RispondiEliminaEdward in balia dei consigli di Thomas è spettacolare.
Ben scritta, brillante e coinvolgente.
Voto 3
RispondiEliminaBella storia è l'unica che ho riletto! Mi ha divertito molto lo scambio tra Edward e Thomas.
RispondiEliminaA te vanno i miei 3 punti!
Brava!
Georgia
Bella storia! La parte in cui lei lo sistema per benino mi è piaciuta tantissimo (a dire il vero anche il pranzo!) Molto carina sul serio e ben scritta! Complimenti! Cristina
RispondiEliminaVOTO 2
RispondiEliminaSe possibile io prenoto Thomas (per quando sarà grandicello). Edward sciupafemmine che rinsavisce di colpo mi fa salire la mosca al naso. Da fioraia avrei preparato un bel paio di mutande foderate di ortiche per il puttaniere impenitente. E se poi ha tendenze sadomaso? Meglio un "ma sparisci!" limpido e inequivocabile. Riley mi sembra più sobrio e affidabile, anche se evidenzia qualche tendenza da paraninfo. Ho capito cosa mi ricorda questa situazione: lo stilnovismo. Al becero appare la donna angelicata, colei che è portatrice di bellezza e virtù, e il troglodita rimane fulminato, rinsavendo sulla via di Damasco. Diffidare sempre degli "illuminati": tendono a metterti su un piedestallo e poi finisci a riflettere la gloria di Dio nell'alto dei cieli senza acchiappare nulla di solido (metaforicamente parlando, s'intende).
RispondiElimina1 punto
RispondiEliminaRosa
Mi è piaciuta da morire!!! Ho adorato le interazioni tra Edward e Thomas, e il cambiamento radicale di Edward grazie alla magia di S. Valentino mi è piaciuto da morire!!! Brava!!!
RispondiEliminaAleuname
voto 3
RispondiEliminaBella, dolce e divertente tutta la storia.
RispondiEliminaIl cambiamento lampo di Edward sembra incredibile, ma se non sogniamo nelle storie quando ci capita?
Bella davvero.
Complimenti e grazie
Tenera, divertente, romantica ma non troppo. Brava davvero!!!
RispondiEliminaMa ....sicura che il ragazzino sia un ragazzino!!! Mi sembrava un nano di 90 anni!!!!!
Ahahahhahahahah!!!
A te i miei 2 punti!